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FIABE - EMOZIONI - RACCONTI - POESIE - PAROLE E CURIOSITA' 

DEDICATE AL NOSTRO AMATO VOLPINO ITALIANO   

                            

 

UN TENERO PENSIERO PER BACCICCIA...

 

di Francesca Perugini

 

C'era una volta...

C'era una volta un mondo dove ad ogni bambino che nasceva, veniva donato un angelo. Era un angelo un po' strano, non aveva ali, ma piccole zampette per seguirlo ovunque. Ma i percorsi della vita, si sa, non sono fatti solo di strada da percorrere, ma anche di emozioni, affetti, paure e tanto altro. Ecco, questi angeli erano speciali ed erano stati creati per questo, per poter accompagnare ogni essere umano nei suoi molteplici percorsi e non lasciarlo mai solo. Ma un demone cattivo e invidioso, avendo rifiutato il suo angelo per far dispetto, getto' una maledizione su queste creature: "Sarete bellissimi, intelligenti, saprete farvi amare ed essere una compagnia indispensabile, ma la vostra vita sara' breve, cosi' breve che tutti coloro che vi avranno accanto saranno costretti a soffrire per la vostra mancanza e conosceranno momenti bui, dove niente e nessuno potra' illuminare il loro percorso." Sia i bambini che gli angeli si spaventarono tantissimo e iniziarono a piangere. Il loro pianto sali' su in cielo e fu udito da colui che fece quel dono alle genti della terra. Il pianto non cessava e allora la creatura magica decise di spostare qualche nuvola per cercare di capire che stava succedendo. E allora vide i bambini piangere, niente li consolava, nemmeno i fiocchi di neve che aveva lasciato scendere dolcemente e che tanto piacevano anche a quei piccoli angioletti pelosi. Non sapeva piu' che fare, e mentre i giorni e le notti passavano, cercava una soluzione, affinche' quello che era stato un dono, non diventasse una pena. E mentre pensava, i suoi pensieri diventavano un arcobaleno bellissimo che dalla terra saliva su al cielo, prati sterminati prendevano forma, alberi che offrivano fresche ombre nascevano e dolci ruscelli iniziavano a scorrere in questo mondo che sembrava nato per consolare. Piano piano, senza far nessun rumore, l'essere magico vide arrivare alcuni piccoli volpini ( cosi' erano stati chiamati da quelle genti) e lo sgomento e la titubanza dei primi momenti si trasformarono ben presto in giochi e corse folli. I suoi pensieri avevano creato un mondo dove queste piccole creature avrebbero potuto aspettare in gioia e serenita' i loro amati compagni di vita. E la maledizione del demone cattivo spari'.

 

BIRO', IL NOSTRO PICCOLO ANGELO...

 

di Francesca Perugini 

Quasi ogni giorno accendo il pc e guardo le novità del nostro gruppo. Una foto buffa che ritrae uno dei

nostri volpini, una tenera che ne ritrae un'espressione particolarmente intensa. Piano piano ognuno di loro

entra nei nostri cuori, come se li conoscessimo dal vivo. Almeno questo è quello che succede a me. Allora

se vedo Benny che fa il lazzarone, mi faccio una sana risata. O se vedo Rugiadina con la sua espressione

dolce che mi ricorda tanto il mio Rocco, un'ondata di tenerezza mi avvolge. E' piacevole scorgere in questi

musini ogni volta dei piccoli tratti che appartengono anche ai miei. E pensare " anche Giotto ha l'abitudine

di ruotare la testina cosi quando mi ascolta". Oppure che anche Rocco ha l'abitudine a stare su due zampe

quando vuole attenzione. Per non parlare poi delle loro espressione durante i bagnetti che noi molto

sadicamente immortaliamo. Ci affezioniamo ad ognuno di loro e ogni " mi piace" e' una piccola carezza

data da lontano, una coccola. Poi ti capita anche di vedere che uno di loro e' volato in cielo. E allora senti

una stretta al cuore e un groppo in gola che non ti lascia e riporta a galla vecchi dolori. Ma ogni minuto di

sofferenza che ci troviamo immancabilmente ad affrontare per la loro mancanza, e' compensato da tutto

quello che loro riescono a darti nella loro pur breve vita. Ciao Biro' 

Emoticon heart Un giorno ci ritroveremo tutti e sara' bello poterti dare quella carezza che non sono riuscita a darti in

questo mondo.

Emoticon heartUn giorno ci ritroveremo tutti e sara' bello poterti dare quella carezza che non sono riuscita a darti in questo mon

 

IN MEMORIA DI LUNA DELL'ANTICA ETRURIA

Indimenticabile Luna...

di Francesca Perugini

In una notte d'estate il mare, da sempre innamorato della luna, le chiese un raggio della sua luce. "mia Luna, mia bellissima Luna, donami un raggio di te, in modo che anche nelle notti piu' buie e tempestose, quando le nuvole ti nascondono al mio amore, io possa comunque ammirarti. La luna non voleva cedere nessun raggio di se. Troppo dolci e delicati per affidarli a qualcun altro. E mentre da lontano la tempesta arrivava con tuoni e lampi, la luna si mosse a tenerezza e decise di donare un piccolo raggio di se. "Mi raccomando, abbi cura e amalo sopra ogni altra cosa, appena la tempesta finirà, tornerò a riprenderlo, affinchè possa continuare ad esistere per sempre accanto agli altri raggi di luce. La tempesta durò così tanto, e fu talmente improvvisa, che una violenta folata di vento, spazzò via tutto quanto. Ed anche il piccolo raggio di luna fu portato lontano lontano dal mare. Vagava perso da tempo ormai nella tempesta, solo ed impaurito, fino a che una dolce signora lo raccolse stremato e lo portò a casa con se. Tutti si riunirono per ammirarlo, ma nessuno sapeva in realtà che fosse. Lo adagiarono in una cuccia, ed aspettarono che si riprendesse. Con il passare dei giorni, il piccolo raggio di luna si rimise in forze e si trovava così bene in quella casa, che decise di voler vivere lì, insieme ad altre creature pelose che gli facevano tanta compagnia. " Ti chiamerò Luna" disse la dolce signora " perchè il tuo colore mi ricorda la sua luce". E così Luna crebbe felice in quella famiglia, amata e coccolata. Ma doveva stare attenta al calare della sera. Se la luna l'avesse trovata, l'avrebbe riportata via con se. Luna sapeva che non sarebbe potuta stare in quel posto per sempre e che prima o poi sarebbe dovuta tornare in cielo. Ma non voleva lasciare quella casa e quella famiglia, dove si sentiva tanto amata. E cosi' trascorsero giorni, mesi, anni. E ogni sera Luna si nascondeva. Tutto andò bene, fino a che in una calda serata d'autunno, forse per il troppo caldo che l'aveva portata a stare un po' di piu' in giardino, forse per le giornate che erano diventate più brevi o forse semplicemente perchè era destino, la luna la vide " Finalmente ti ritrovo, mio piccolo raggio di luna, torna a me" Luna sapeva che la sua permanenza lì non sarebbe potuta durare, ma le dispiaceva andarsene da quegli affetti. Ma non aveva scelta. Non si può non obbedire alle leggi dell'universo e i raggi di luna lo sanno bene. Guardò un'ultima volta coloro che aveva così tanto amato e spiccò il volo verso il cielo. Ad aspettarla c'era tutto ciò che aveva amato prima di scendere sulla terra. Ogni tanto Luna dà una sbirciatina verso giù, per controllare che la sua famiglia sia serena e per dire loro quanto sia felice e non si senta sola, coccolata ancora e sempre dal loro affetto.

 

 

A ZARA... VOLPINA ITALIANA DAGLI OCCHI DI CIELO

Di Mina Auciello

 

Mi guardi ed i tuoi occhi chiari risplendono di luce.

Sfiori il mio viso e sento vicino il tuo respiro, 

cerchi una carezza e t'intrufoli con il musetto sotto il palmo dele mie mani,

attiri la mia attenzione ma fai piano per non far rumore.

Guaisci dolcemente .... nenia d'amore.

Amore ...

Amore caldo e umido come il tuo naso

che strofini dolcemente finché il risveglio mi assale.

Buongiorno piccola mia!

Buongiorno cucciola.

 

 

IN MEMORIA DI SISSY VOLPINA ITALIANA

Sissy Volpina Italiana di Katia

di Francesca Perugini

Nel cielo di uno strano pianeta, vivevano tante nuvole e ognuna di esse aveva un compito ben preciso. C'era la nuvoletta che aveva il compito di soffiar vento, chi quella di sparger neve, chi quella di portar pioggia o grandine e cosi' via. Passavano il tempo a rincorrersi, obbedendo alla Grande Nuvola. Alcune erano piccole, bianche e birichine, ed erano quelle appena nate, altre erano vecchie, sagge, scure ed enormi. Ognuno svolgeva meticolosamente il ruolo che era stato loro affidato, anche se qualche volte alcune di loro si lasciavano andare al gioco e dovevano essere richiamate dalla Grande Nuvola che stazionava perennemente in cima alla montagna piu' alta di quello strano mondo. A volte succedeva che, per rincorrersi, la nuvola del sole e quella della pioggia corressero insieme nel cielo, facendo nascere dei bellissimi arcobaleni. Era successo cosi' tante volte ormai, che la Grande Nuvola, non sapeva più dove metterne, tanti ne aveva. Allora decise di richiamare tutte le nuvole del pianeta, per stabile delle regole. Chiunque avesse contravvenuto alle regole stabilite, sarebbe stato esiliato in un pianeta lontano chiamato Terra. Niente più cielo, niente più libertà, ogni nuvola avrebbe avuto il proprio turno, con il compito di rispettarlo rigorosamente. Le nuvole della pioggia e del sole  (le ultime nate), non ascoltarono il discorso, già annoiate alle prime parole e iniziarono a rincorresi nuovamente. Corsero talmente tanto e talmente forte, che fecero nascere l'arcobaleno piu' bello mai visto, con tanti colori che nemmeno la Grande Nuvola, così vecchia e carica di esperienza, aveva mai visto. Rimasero tutti stupiti. Ma le regole son regole e non si contravvengono, soprattutto se appena stabilite. La Grande nuvola avrebbe voluto fare un'eccezione per quelle nuvolette monelle, che erano anche le sue predilette, ma cosi' davanti a tutti non poteva. Avrebbe perso credibilità. E così, seppure con un grande dolore, mandò in esilio le sue amate nuvolette sulla Terra. Prima di farlo pensò bene di fornire loro tutto quanto era necessario per far innamorare di loro gli strani abitanti di quel luogo, che si sapeva essere non tanto buoni e gentili. "Forse se regalo loro un aspetto dolce e tenero, quegli strani abitanti si muoveranno a tenerezza, si innamoreranno di loro e le tratteranno meglio.", pensò la Grande Nuvola. Non potendo cambiare di molto il loro aspetto, si limitoò a farne due nuvolette con tanto di zampe e coda e un musetto che a guardarlo avrebbe stregato chiunque. Ma fece loro un regalo piu'grande, come dono personale, due occhi immensi, attraverso i quali quelle strane genti avrebbero potuto vedere l'immenso dove le due nuvolette avevano vissuto fino a poco tempo prima e diede loro anche un nome importante:

VOLPINO ITALIANO! 

La Grande Nuvola, però, non e' mai riuscita a dimenticarle e appena può riporta a sè le sue Creature, che hanno nei loro occhietti l'infinito...

                                 

 

FAVOLA VOLPINA

(prima parte)

 

di Francesca Perugini

 

In un paesino lontano lontano vivevano dei bellissimi cuccioli di volpino. Le loro giornate trascorrevano

felici e serene, ma, a mano a mano che crescevano, ogni cucciolo veniva adottato da una famiglia.

Tanto che dopo un po' di tempo era rimasto solo un cucciolo con la sua mamma. La sera guardando le

stelle, sognava la sua nuova famiglia, ma ancora nessuno si vedeva. "Vedrai che arrivera' qualcuno che

ti amera' tutta la vita" , diceva la sua mamma, ma Senzanome ( cosi' lo chiamavano gli altri volpini),

inizio' a diventare triste. " Forse non avro' mai una famiglia tutta mia, forse nessuno mi coccolera' mai e

mi portera' a passeggio." Poi un giorno venne preso e portato dentro un trasportino e capi' che forse era

arrivato il suo turno. Saluto' la sua mamma e parti'. La piccola volpina lo saluto' con le lacrime agli occhi

e capi' che anche il suo ultimo piccolo aveva finalmente trovato una famiglia. In macchina Senzanome

ebbe tempo di ripassare a mente tutti i consigli che nel frattempo la sua mamma gli aveva dato. " Non

mordere e scodinzola, mi raccomando, scodinzola sempre che agli umani piace tanto. Non sara' difficile

capirli, fanno tanti versi, ma tu imparerei il significato di ognuno di quei versi" . Senzanome era un po'

preoccupato, perche' non aveva mai imparato a scodinzolare, nonostante si fosse esercitato tanto. Mille

dubbi l'assalivano " e se non piaccio alla mia nuova famiglia? E se non mi vorranno perche' non so

scodinzolare? E se non riusciro' a capirli?" Povero Senzanome, era davvero tanto ma tanto

preoccupato. Ad un certo punto la macchina si fermo'. Senzanome era incuriosito e guardava a destra e

a manca. Da lontano vide arrivare un papy e una mamy. I loro occhi erano tanto tristi, occhi di chi aveva

perso qualcosa di prezioso. " Ci pensero' io a fargli tornare il sorriso" penso' fra se e cerco' di

scodinzolare muovendo il sederino di qua e di la'. Ma niente da fare. Preoccupato alzo' gli occhietti

verso quelli della sua nuova mamy e lei lo guardo' e finalmente sorrise mentre piccole lacrime le

scendevano sul viso. Senzanome si senti' subito al sicuro fra quelle braccia. La nuova mamy non volle

metterlo nuovamente nel trasportino e lo tenne per tutto il tempo di un lunghissimo viaggio nelle braccia

. Nemmeno i morsini la fecero desistere. Senzanome sapeva che non doveva mordere, ma solo cosi'

avrebbe capito di quanto amore era capace la sua nuova mamy. Se lo avesse sgridato, sarebbe stata

una mamy severa, se si fosse lasciata smangiucchiare le mani, forse lo sarebbe stata un po' meno. La

nuova mamy aveva passato il primo esame. Ne' mamy, ne' papy parlarono mai in quel lungo viaggio,

solo le lacrime che le scendevano sembravano fare tanto rumore. Quando finalmente arrivarono a casa,

mamy disse le sue prime parole al piccolo volpino " vieni qui Tronchetto della felicita', che siamo

arrivata a casa". Finalmente quel lungo viaggio fini' e due bambini corsero incontro al tronchetto della

felicita'. " Allora, come lo chiamiamo?" E tutti i nomi possibili e immaginabili emergevano! E mamy parlo'

:" Lo chiameremo Giotto! E' tondo come una pallina, Giotto mi sembra adatto" e al suono di quel nome,

Senzanome si giro' di scatto. Quella fu la prova che il nome gli piaceva. Da quel giorno inizio' una

avventura splendida, fatta di affetto, giochi e passeggiate.......................

to be continued

 

LETTERA A BABBO NATALE 

di Veronica Perria

Caro Babbo Natale,

 forse non hai mai ricevuto una lettera da un cane, 

ma quest’anno ho visto troppi amici stare male, avere freddo, 

fame, non avere una casa dove rifugiarsi dal freddo dell’inverno,

una mano amica per una carezza; allora pensavo che tu, 

dopo aver portato un dono d’amore ad ogni bimbo della terra,

potresti guardare tutti, ma proprio tutti gli animali indifesi, soli,

abbandonati, umiliati e prima di volgere la tua slitta verso l’infinito

potresti lasciar cadere su di loro la grande forza del creato 

e nel cuore di ciascun umano la gioia, l'amore e la compassione

così che nessun essere debba più soffrire per mano dell’uomo.

Sereno Natale di pace VICP ! Sasha

Lettera di Natale scritta dalla volpina italiana, Sasha. Foto by Veronica

 
 
MISSION IMPOSSIBLE: PASSEGGIATA CON GIOTTO E ROCCO!
(Appunti di una passeggiata!)
 

Bellissima domenica mattina con risveglio splendido!
Le nuvole se ne vanno e fa capolino un bel sole.
Arrivano gli amichetti dei miei figli.
Si, e' proprio una congiunzione ideale: io, mio marito,
Giotto e Rocco ne approfittiamo per una piccola fuga!
Partiamo per una bella passeggiata.
Giotto a guinzaglio come sempre e Rocco nello zainetto per cuccioli.
Sensazione bellissima!
Rocco si stanca dello zainetto, allora me lo tengo fra le mie braccia,
il contatto lo fa rilassare e addormentare.
Iniziano i primi incontri: ma che bel cucciolo, quanto tempo ha?
Ma e' il figlio del suo?
Signora, la prego, me lo venda!
Insomma, una passeggiata che doveva durare circa 30 o al piu' 45 minuti,
si e' trasformata in un percorso a ostacoli di due ore!!!
Abbiamo accelerato il passo per cercare di sfuggire a tutti quelli che incontravamo
e che vedevano Rocco addormentato fra le mie braccia,
ma non e' stata cosa semplice!
Quello che mi rimane e' quella sensazione dolcissima di un cucciolo
appoggiato proprio sul cuore!
Il suo respiro dolce, che fa salire le lacrime ogni volta che lo guardi!
Come ho fatto ad aspettare tanto!

VOLP-FIABA SCRITTA A PIU' ZAMPE...

 
C'era una volta un castello in mezzo ad un bosco. 

Era circondato da terribili draghi e abitato da una dolce volpina innamorata..... 

Trascorreva le sue giornate aspettando che il suo Principe Volpino la liberasse. 

Ma si sa, questi Principi hanno tanto da fare e si fanno attendere non poco.

I suoi sospiri si udivano fino al paese vicino. 

Finchè un giorno un volpino senza armatura e pedigree, tal Willy, decise che avrebbe 

sistemato lui la faccenda. Studiò a lungo un piano per debellare le feroci bestie.

E, mentre i giorni trascorrevano lenti e i sospiri diventavano sempre più 

insopportabili, decise che era arrivata l'ora di agire.

Partì in sella al suo destriero (bianco ovviamente) e cavalcando, cavalcando,

finalmente vide da lontano il castello. Nella torre più alta scorse una bellissima volpina

affacciata alla finestra. 

to be continued....................

 

 

Giovanna Ferraro Voglino

Cloppete cloppete cloppete.... vide la volpina e gli balenò l'idea che non avrebbe potuto arrivare a

zampe vuote al suo cospetto... avrebbe dovuto portarle un dono, forse una rosa, forse un biscotto di

Neve, un pezzetto di formaggio.. .un qualcosa di buono per tanta grazia...

La bellezza della fanciulla era tale che non poteva concedersi leggerezze. Accompagnando il cavallo,

zampa destra svolta a sinistra,corse verso il bosco.. .alla ricerca di quel dono... La volpina languida e

bella lo guardò di lontano ritornare là da dove era venuto... credette di svenire e pianse sconsolata per

ore ed ore...  Arrivarono tutti: gli amici, i paggi, le volpdame ... ma del bel cavaliere Willy Volpino non

v'era traccia  alcuna.. scomparso, sparito nel nulla... solo una sentinella dall'alto della torre vide un

cavallo bianco aggirarsi "scosso" al limitar del bosco... perchè? Che era accaduto? Cloppete

...cloppede...cloppete....

 

 
 
Con grande rapidità e impavido coraggio, una squadra antidrago uscì dal castello per recuperare il
 
cavallo bianco, orfano del suo Cavaliere. Dopo le prime cure, l' abbeveraggio e l'abbondante biada per
 
rimettere in sesto il cavallo stremato... i volpstallieri gli levarono la sella, alla quale erano attaccate due
 
grandi tasche capienti e, con grande curiosità, si accorsero che erano colme e contenevano di tutto!
 
Chiamarono la Volpina innamorata per iniziare l'ispezione degli oggetti del Cavaliere... ma non si
 
trovò, quindi, si decise di procedere sotto gli occhi vigili del Volp-Comandante... Sbling... sblong...
 
clippete... ci trovarono di tutto, compresi 4 kg di bordi pizza della miglior pizzeria del Regno! Saranno
 
stati bocconcini per distrarre i draghi ingordi? O, forse, doni per la Volpina innamorata?
 
Effettivamente un alone di strano mistero aleggiava e non potevano capacitarsi del perchè, il Principe
 
Willy Volpino, portasse con sè tanta ricchezza e rischiasse l'attacco dei predoni e i terribili sanguinari 
 
draghi...  Ad un certo punto, si accorsero che in una tasca interna alle sacche della sella, nascosta con
 
cura, c'era un'elegante pergamena. Il Volp-Comandante l'aprì con cura e l'ispezionò con curiosità
 
crescente per quei nomi affascinanti, che venivano attribuiti ai territori disegnati sulla mappa...
 
Nulla, non si riusciva a tradurre quei nomi, che, probabilmente, erano in una lingua sconosciuta! 
 
Bisognava chiamare la Volp-Prof-Romp, la grande saggia del castello e depositaria di una millenaria
 
cultura. Arrivò tutta trafelata e con il suo dizionario in mano, per tentare d'interpretare quella mappa
 
che poteva dare delle risposte fondamentali per capire il mistero della sparizione del Principe...
 
Leggi che ti leggi, guarda che ti riguarda, traduci che ti traduci... la Volp-Prof-Romp, riuscì a trovare,
 
nel suo libro magico, la traduzione giusta per un nome di territorio che delimitava il bosco incantato,
 
visibile dal castello: "Territorium porzionis erbaceum invisibilis".....
 
 
 
 
 
         Aspetta che ti aspetta, di Willy nessuna traccia……e fu così che tutti i volpini e le volpine del
 
 gruppo decisero di indagare … la faccenda si presentava alquanto misteriosa e bensì i volpini
 
siano molto coraggiosi …..sotto sotto un po’ di tremarella li accomunava tutti!…..
 
addentrarsi in unterritorio sconosciuto, intriso di odori forti e inaspettati.....
 
non è per niente facile!!! Considerando che l’unione fa la forza, i volpini tutti, si presero per le
 
zampe e si avventurarono in cerca del loro “quasi amico”. L’odore della femmina li guidava,
 
non potevano sbagliare erano sulle tracce della principessa e sicuramente lì, avrebbero trovato il
 
loro amico a spassarsela con la bella volpina….grrrr…..un coro di grrrrrrrrrr!!!!!

La strada era tortuosa e ripida,ogni tanto qualche umano li sorpassava correndo…..

Dopo aver camminato tanto, dopo una curva, ecco apparire il castello!!!!!

I poveri volpini stanchi e assetati si avvicinano sempre più….l’odore della femmina è sempre più
 
forte …ma il castello è sempre meno castello….forse una villa?...una casa signorile?....
 
zampetta che ti zampetta eccoli giunti a destinazione….una vecchia casa diroccata si presenta ai
 
loroocchi! Attrezzi da lavoro ormai fuori uso sparsi qua e là …un furgone senza ruote …
 
una catasta di legna…Sniff…sniff…sniff…snifff..snifffffffff…..

….ma chi sono quelle signore nei paraggi del furgone?.....perchè hanno delle bottiglie di acqua in
 
mano?.......o nooooo!!!! Hanno anche crocchette e scatolette per cani!!!……

Ad un tratto un urlo!!!! O meglio qualcosa che somiglia a un urlo!
 
Ehilà! amici da questa parte!….salite in macchina con me,…mamy non vuole che ci
 
avviciniamo….forza tutti in macchina con me!.... Mamy è molto indaffarata!
 
Per caso mentre faceva jogging si è accorta di questi cani abbandonati ….
 
stavano quasi per morire di fame, erano stesi a terra e non avevano nemmeno la forza di mettersi
 
in piedi…la mia mamy mi ha spiegato che tutte le femmine sono delle principesse e tutte le case
 
sono dei castelli per chi le abita…. un cucciolo ha già trovato una famiglia….le due femmine ora
 
stanno bene ma è più difficile trovar loro una sistemazione….
 
Torneremo presto a ridere e scherzare con voi….. appena sistemato le”ragazze”!
 

 

 
L'ARRIVO DI WILLY VOLPINO ( SEXYFOX )
 
 
Sono già quattro anni che Willy è entrato nella mia casa e nel mio cuore,
proprio così, al contrario di quanto succede solitamente,
prima ha conquistato la mia casa e poi il mio cuore!
Erano le tre di pomeriggio del 27 febbraio 2009, avevo appena finito di lavare il
pavimento  e mi stavo dirigendo verso la mia poltrona preferita,
con un libro di Andrea Cammilleri in mano, ero felicemente
pronta a godermi un po’ di relax!!!!
Drin drinnnnnn… suonano alla porta, l’ora è insolita… chi sarà mai?
Vado ad aprire e mi trovo davanti Rita, la figlia di mia cugina,
una bella ragazza studente in veterinaria. La mia gioia iniziale nel vederla,
si trasforma quasi in panico quando mi rendo conto di che cosa tiene tra le braccia!!!!
Un batuffolo bianco ….. oh mio Dio!... un cane!!!
All’epoca avevo terrore dei cani, se ne incontravo uno per strada 
facevo prontamente dietrofront!
Mi piacevano, per carità! In fondo in fondo, ma proprio in fondo al mio cuore,
c’era anche il desiderio di possederlo un cane… di accarezzarlo … magari solo di sfiorarlo!
Rita sale le scale con un sorriso smagliante, io pallida come una morta in piedi!
“Ti prego Rita, non metterlo giù... ho troppa paura!”, la implorai.
“Devo trovargli una famiglia” mi dice Rita, e guardandolo aggiunge “è troppo carino,
avevo pensato a te, ma se non vuoi….. io non posso assolutamente tenerlo,
per questa notte lo porto a casa mia, domani si vedrà!
L’ho guardato….. tremava….. la testa mi stava scoppiando, troppi sentimenti contrastanti!
Ho cercato di accarezzarlo … ma non ho potuto… troppa paura! Veramente troppa!
Scendendo le scale Rita mi dice “Graziella se dovessi cambiare idea chiamami”…..
e portò via il suo bel sorriso e quel mostriciattolo!
Non so quanto tempo sono rimasta seduta sul divano, con mille pensieri che litigavano nella
mia mente … tenerezza infinita ma anche repulsione; aleggiava uno strano odore a casa mia
che non avevo mai sentito … cosa avrebbe fatto questo esserino in casa oltre che a
deodorarmi l’ambiente?... avrebbe abbaiato, avrebbe fatto i suoi bisogni sul pavimento...
  mi avrebbe morso? Sarei riuscita a prendere sonno con un mostro simile in giro per casa?
Willyno mio adorato!!!!
Che fare? Chiamo mio marito al lavoro per chiedergli un parere … lui mi incoraggia …
peggio ancora! Ora dipende solo da me!
E dopo dicono che le donne non sono coraggiose! … se avessi misurato la pressione del
sangue in quel momento … l’apparecchio sarebbe esploso!!! 
E fu così che bordeaux in viso chiamai Rita.
Dopo una notte insonne giunse il mattino e arrivò anche Willy;
Rita mi spiegò tutto e più di tutto, poi con delicatezza poggiò quel cosino bianco sul
pavimento e con il suo dolcissimo sorriso mi salutò, ignara di avere abbandonato
una donna a rischio di infarto!
Eravamo li, a un paio di metri di distanza io lo guardavo, come si guarda temendolo,
il peggiore degli assassini!
Lui ogni tanto faceva la pipì, io aspettavo che si allontanasse e con i guanti uno straccio e
l’alcool pulivo e disinfettavo, e poi mi disinfettavo anche le mani … a casa mia regnava un
odore di disinfettante che neanche nei reparti di malattie infettive!
Gli davo i croccantini perfettamente pesati con una bilancia di precisione, lui mangiava,
beveva, faceva la pipì e anche la popò … io invece non facevo più niente ne pipì ne popò
non mangiavo ne bevevo!
Fu quando passai davanti a uno specchio e non mi riconobbi tanto ero sconvolta,
che decisi di cambiare atteggiamento!
Mi procurai un camice e dei guanti di cotone, indossai tutto quanto,
mi sedetti sul divano e lo chiamai “Willy”!
A costo di qualunque cosa, dovevo prenderlo in braccio! DOVEVO!
Appena in braccio ….. si addormentò e anch’io mi appisolai …..
Andammo avanti così per un bel po’ di tempo; indossavo il camice, mi sedevo sul divano,
allungavo le gambe su una sedia “Willyyyy”! … pisolino …. scaduto il tempo toglievo il
camice, lo appoggiavo sulla spalliera della sedia, mi disinfettavo le mani
e mi dedicavo alle mie cose.
Willyno del mio cuore, ti ricordi quando tutto è cambiato?
Ti ricordi quando mi hai definitivamente conquistata?
Questo episodio lo porterò sempre nel mio cuore, mi commuovo ancora adesso pensandoci!
Ero ai fornelli, stavo preparando il pranzo,
bensì a casa non ci fosse odore di ragù ma di disinfettante.
Willy veniva accanto a me, mi sfiorava con delicatezza le gambe con il musetto e andava via,
… una volta, due volte, tre volte… mah!.. poi ancora toccatina e via ….
Io continuo a mescolare le mie pietanze quando sento ” pufff…” un qualcosa di soffice che
striscia per terra, mi giro e …. il piccolo Willy mi sta portando il camice!!!....
Il mio cagnolino mi sta parlando! mi sta chiedendo di essere preso in braccio!
mi sta chiedendo le coccole!
Con le lacrime agli occhi appallottolai quel camice e lo buttai,
feci sparire guanti e disinfettanti,
presi in braccio il mio Willyno e per la prima volta lo baciai!

 

 

"LA VOLPIADE"

POEMA VOLPINOSO, STORIE DI VIAGGI E PASSIONI

di Francesca Perugini

 

Questa e' la storia di due bellissimi volpini e della loro progenie. 
Tutto iniziò un giorno in cui, portati ad un expo', il bel Miro' e la bella Sasha si intravidero in mezzo a tanti altri cagnolini.

Quella mattina si scambiarono più volte occhiate furtive e sguardi languidi.
Da li scoccò la scintilla dell'amore. Purtroppo arrivò troppo presto il momento in cui ognuno dovette tornarsene a casa. Il tempo senza di lei passava lento, fra sospiri e sogni. Fino a che arrivò quella telefonata tanto attesa di Sasha.

Gli occhi di lui brillarono, un fremito percorse il suo codino. 
Iniziarono i preparativi. Iniziò immediatamente ad allestire la sua nave, preparò l'equipaggio e tutto il necessario per il lungo e periglioso viaggio. E partì.

Solcò mari in tempesta, ma mai un attimo ebbe paura, ebbro del pensiero di lei! Il tragitto fu lungo....interminabile.....il desiderio di lei ardeva nel suo cuore. E lei tesseva, tesseva e pensava a quandosarebbe arrivato il suo eroe.

Sventato con coraggio l'ammutinamento e finita l'ultima tempesta, finalmente vide la terra. Della nave non era rimasto nulla, se non una misera zattera, che il povero Mirò governava con remi improvvisati fra i flutti nemici.

Quando ad un tratto anch'ella lo lasciò. Ma Mirò non si perse d'animo e, coraggiosamente, memore delle sue nuotate in tempi migliori, si mise a nuotare. E nuota e nuota, finalmente arrivò stremato alla costa. 


Mentre Sasha, avendo tessuto a sufficienza, trascorreva le sue giornate sulla spiaggia ad aspettare il suo eroe. Ed e' lì che si incontrarono. I loro occhi si incrociarono e subito si riconobbero. Nonostante tutto Mirò era bellissimo.

La sua aria vissuta e selvaggia lo rendeva ancora più affascinante.
Elegante nel portamento, le si gettò alle zampe e disse:
" Vuoi tu far dei cuccioli con me?" Ed ella rispose..... non dopo una lunga attesa..... Siiiiiiiii" !!! Fu così che Sasha e Mirò si avviarono al loro nido d'amore. Sembrava tutto troppo perfetto. Ma questa illusione duro' poco.

Arrivati a destinazione chi vi trovarono? Ebbene si: le due suocere.
Ma loro non si scoraggiarono e cercarono di vivere la loro storia d'amore in modo intenso e appassionato. Ma le due erano sempre lì.

Controllavano, scrutavano, facevano in modo che tutto andasse secondo i loro piani. Fino a che un giorno la situazione raggiunse il culmine.
Mentre le effusioni si facevano sempre più private, Miro' si accorse che una delle due suocere stava riprendendo spudoratamente il loro atto d'amore. Trascorse una insolita notte bella e piena di stelle.

Sasha e Mirò guardarono fuori dalla finestra e..... dopo tante coccole, si accorsero che nel cielo mancavano tre piccole stelle. Ma il vuoto che avevano lasciato queste stelline era troppo grande.

Allora una decise di tornare lassù. Ma due decisero di rimanere, per far felice qualche anima capace di amare..... e così nacquero i nostri piccoli amori, Sally e Pedro.

 

 

      

      L'adorabile papà

IN RICORDO DI RUSTY

Nicola Tritto

RUSTY

Sei su una collina baciata dalla primavera

non vivi più qui, da stasera,

ti vedrò correre nei miei sogni,

ricordi e tristezza faranno a pugni

sei e sarai il compagno di una vita,

sei riuscito a tenerla viva, abbellita,

adesso Rusty vivi l’infinito

rivivrai nel vento, nel suo battito

niente più collare e pericoli

basta dolore e ostacoli,

una lacrima scende sul tuo bianco sublime

sconfiggi nei miei occhi il pianto che freme,

torna quando vuoi, il cancello è sempre aperto

copriti, è freddo e il cielo è coperto,

è triste anche quella stella

non vedrà mai più il tuo bianco che brilla.

 

 
Nicola Tritto
 
IN MEMORIA DI BENNY

Nessun guinzaglio al tuo collo
libero di esistere,
libero di vivere,
vivi sconfiggendo l'inverosimile,

occhi di diamante

sul tuo bianco sublime,

carezze per gioire,

se esiste un vuoto lo colmi senza richieste,

non disdegni un sorriso

per regalare mille giorni di gioia.

 

 

 
 
 
Adesso non voltarti indietro

e non guardarmi con quegl'occhi

che mi graffiano l'anima.

Adesso non voltarti indietro,

c'è quel Ponte pieno di colori

il tuo bianco lo arricchirà.

Adesso non voltarti indietro,

il miglior tempo è stato il nostro

vissuto con fedeltà e sincerità.

Benny sei partito con il mio cuore,

il suo battito non ti lascerà solo.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

IL MIO ADORATO RICKY , IN SUA MEMORIA

 di Joy Bella 

 

Io ho un volpino italiano, con il pelo bianco di pura lana, è sempre vicino a me in tutti i momenti della mia vita.

Da quando ho lui, non mi sento più sola. Sa sempre divertirmi e farsi apprezzare, lui è il migliore amico che ho,

non mi tradisce mai. Quando chiamo "Ricky" e gli parlo, porge la massima attenzione per comprendermi e obbedirmi.

Se delle persone bussano alla nostra porta di casa, lui mi comunica, con il suo abbaiare insistente, che devo

assolutamente aprire e si mostra, poi, felice a salutare il nuovo arrivato.

Se sono allegra, mi capisce e si esprime con allegria, se sono triste, anche lui si rattrista... mette la sua testolina

appoggiata alle mie gambe con profonda compassione, è il suo modo per dirmi: "Sono qui, vicino a te".

Al mattino, quando mi alzo, mi osserva con tanta attenzione pieno di grande desiderio di dare e ricevere affetto profondo

e sincero! Perchè il mio Ricky è proprio così: esterna la sua gioia di vivere nel prorompente comportamento fatto di

giochi, di generosità affettiva, di comprensione attenta verso di me, di attesa fiduciosa.

La sua bellezza straordinaria, il suo musetto dolce, la sua folta coda, il suo bellissimo pelo bianco

mi ricorda una distesa di neve fresca soffice e delicata come lui.

Mi piace come scodinzola e abbaia e salta di gioia sconfinata al solo vedermi tornare a casa: 

"Tu!Tu, essere meraviglioso! Finalmente sei qui a casa con me!"Mi salta in braccio e mi riempie di leccate...

Mi piace come dimostra l'amore grande che ha per me, mi segue come se fosse la mia ombra.

Senza di lui, la mia casa e il mio cuore sarebbero vuoti.

Tutte le passeggiate fatte con lui, tutti i giochi fatti insieme sono serviti a rallegrarmi il cuore

e a rendermi spensierata e sognatrice.

Ricky mi osserva sempre con tanta meravigliosa attenzione, per farmi capire che è pronto a difendermi da ladri e

delinquenti. Poi si quieta per dirmi: "Padrona mia, per te do pure la vita"!

 

 

 

 

 

 

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